Come mangiare la Tigella

La Tigella

La crescenta o crescentina (nella forma plurale crescenti o crescentine) è un tipo di pane caratteristico dell'appennino modenese, ormai noto con il nome di tigella. È un prodotto agroalimentare tradizionale elencato con i nomi di tigella modenese, tigèla modenese, crescentina modenese, cherscènta modenese ed è molto consumato durante le feste e sagre; è preparato in pressoché tutte le trattorie del modenese e del bolognese.

 

Le crescentine venivano tradizionalmente consumate tagliandole a metà ed imbottendole con un pesto di trito di lardo di maiale e rosmarino e con Parmigiano Reggiano. Oggi, vengono anche imbottite di affettati e formaggi fino ad arrivare alle versioni dolci con marmellate o nutella.

Lo Gnocco Fritto

Lo Gnocco Fritto lo prepariamo secondo la ricetta più antica e tradizionale, ovvero impastando farina, acqua e latte. Viene fatto riposare per l'intera notte a temperatura ambiente coperto da un canovaccio. Dopo aver tirato la pasta, i rettangoli vengono tagliati uno ad uno, con la tradizionale rotella dentellata, che conferisce al gnocco il suo tipico bordo merlettato. É un fumante rombo di sottile pasta fritta in olio bollente che un tempo rappresentava la colazione ed il pranzo dei contadini. Il migliore, come il nostro, è leggero, non unto e si presenta come una nuvola di pasta che si gonfia durante la frittura. Appena fatto e ben caldo viene accompagnato da saporiti affettati tipici, formaggi ed un assaggio di parmigiano reggiano.

I Formaggi

Chiodetti trasforma ogni giorno circa 6mila litri di latte, di pecora e mucca. Latte fresco di raccolta, a chilometro zero, proveniente dalla Tuscia viterbese, di cui si valuta la freschezza, la sapidità , il profumo. La resa durante la cagliata; perchè già  dalle caratteristiche olfattive e di struttura in quella fase, il Mastro casaro ha consapevolezza della bontà  che maturerà  nel suo prodotto. Ogni mese escono dal laboratorio di produzione, dove lavorano dieci dipendenti, circa 7mila forme di varia dimensione e diversa stagionatura. Una produzione tipica e originale. Legata al territorio e alla tradizione, ma frutto di ricerca e sperimentazione. Gianni Chiodetti, supportato dal confronto continuo con tecnici del settore, si occupa di scegliere enzimi e fermenti, di comporli in miscele nuove, per ottenere l’effetto ottimale e creare nuove tipologie di formaggi. La produzione rispecchia la convinzione ferma che la tradizione sia prezioso bagaglio di conoscenza, da utilizzare per costruire nuovi traguardi. I formaggi Chiodetti sono distribuiti in negozi qualificati nell’Italia centrale. Sono selezionati dalla Grande Distribuzione Organizzata come prodotti tipici della Tuscia viterbese. E sono nei menu di grandi chef in prestigiosi ristoranti.
I Chiodetti sono discendenti di pastori abruzzesi, che portavano le pecore in transumanza nella Tuscia viterbese. Qui infine si stabilirono dedicandosi all’allevamento, all’agricoltura e all’attività  di un piccolo caseificio. La vendita del prodotto avveniva in azienda, o nei mercatini settimanali della zona. Alla fine degli anni ’90 Gianni Chiodetti prese la guida della produzione, sperimentando, ampliando la gamma. L’impianto produttivo e la rete di distribuzione hanno le attuali dimensioni solo dai primi anni 2000. Il marchio Chiodetti è stato presente a manifestazioni fieristiche come Cibus, Salone del Gusto, Tuttofood.